Comune di Padru

ESCURSIONI NEL TERRITORIO DI PADRU
Il territorio del Comune di Padru, si presta ad una serie di escursioni di notevole interesse soprattutto naturalistico e paesaggistico, per gli straordinari panorami che è possibile ammirarvi. 
Il territorio prevalentemente collinoso e montuoso, offre a chi s'inoltra verso le cime più elevate splendidi panorami sia verso il mare, sia verso il selvaggio interno. I boschi di querce da sughero, che contraddistinguono questi luoghi immersi nel verde, creano atmosfere misteriose tra i loro fitti rami che lasciano filtrare il sole come saette di luce. Meritano di essere visitate tutte le frazioni, per le loro singolari caratteristiche: Biasì, Budò, Graniatolzu, che si trovano sulla strada per San Teodoro; Sozza, Cuzzola, Tirialzu, Nodalvu, Sos Runcos, Sas Enas, Pedra Bianca, Sa Serra e Ludurru, che si trovano sulla strada per Buddusò.

    

Pedra Bianca è la frazione più distante da Padru la più caratteristica. La visita è d'obbligo perché si tratta certamente di una località tra le più pittoresche della Sardegna: le vecchie abitazioni costruite in granito senza intonaco, sono dislocate tra le rocce bianche quarzifere, che danno il nome all'abitato. Molte delle abitazioni ricordano lo stile dell'architettura povera del 1700, preservate secondo un particolare amore per le tradizioni locali e per la terra. Dalla sua singolare posizione, si può ammirare un panorama mozzafiato a 360 gradi. Per gli appassionati di escursioni, magari a cavallo o in mountain bike, da non perdere il lungo tragitto del cantiere forestale, che tra le ombre dei suoi alberi nasconde luoghi attrezzati per spuntini e picnic, rinfrescati dalla leggerissima acqua delle fontane e delle sorgenti. Sulla strada per Pedra Bianca, a tre chilometri circa, prima della frazione, si imbocca a destra un sentiero, lungo il quale, si possono ammirare delle rocce dalle forme particolari, tra queste: "Sa conchedda de fizza ona", interessante per le sculture presenti all'interno delle sue cavità naturali, secondo alcuni le sue forme ricordano dei chicchi di caffè. Vi si accede con il fuoristrada e dopo circa due chilometri, si prosegue a piedi per un breve tratto di strada. Meglio se accompagnati da persone pratiche del luogo. Sempre sulla strada che porta a Pedra Bianca, più o meno alla stessa altezza, ma svoltando a sinistra, lungo una comoda strada asfaltata, che si interna in un ambiente di straordinario interesse naturalistico, tra una fitta vegetazione e rocce tra le forme più svariate, si raggiunge il demanio forestale di "Osinavà", dove ci si può rinfrescare con l'acqua delle ottime sorgenti.

 

Dalla frazione di Sa Serra, a circa due chilometri, si può raggiungere la caratteristica chiesetta campestre di Sant'Elia, risalente al 1400, poi distrutta e ricostruita. La sagra si festeggia nell'ultima domenica di maggio ed è particolarmente sentita dagli abitanti delle frazioni, che si alternano ogni anno nell'organizzazione della cerimonia religiosa e civile. Durante la sagra per tre giorni consecutivi, tutti i presenti vengono invitati a cene e pranzi caratteristici a base di carne ovina e bovina. 

Proseguendo per circa un chilometro, a sinistra, per una strada sterrata, si può accedere al centro ormai disabitato di Poltolu, con le caratteristiche casette rurali, allineate e costruite ad un piano, in granito e senza intonaco. Partendo dalla chiesa di Sant'Elia e svoltando a destra per una strada sterrata, in mezzo ad una natura incontaminata, si può accedere ad altri centri disabitati, ciascuno dei quali con una propria peculiarità, ma accomunati dallo stesso fascino misterioso locale; sono in ordine di dislocazione, gli stazzi di Avrio, Giuscherreddu, Giuscherra e Piras.

 

A circa due chilometri dalla frazione di Ludurru, si trova il centro disabitato di Baduandria, simile a quello di Poltolu, Piras e Giuscherreddu. Nei dintorni di Padru, si può visitare, Baddevera, originariamente simile ai precedenti. Per tutti questi borghi ma soprattutto per Baddevera, Poltolu, Baduandria e Pedra Bianca è in programma un progetto di recupero per valorizzare la loro originalità. Le tipologie e le caratteristiche di dette abitazioni, fanno si che l'Amministrazione Comunale, rivolga loro una particolare attenzione, rispettando l'originalità dei luoghi. Le prime case furono costruite tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800, senza fondazioni, con un solo piano, con muri di pietra irregolare reperita in loco e costruiti con fango.

    

 

A circa un chilometro da Padru, sulla strada che porta a Olbia, svoltando a destra, lungo una strada asfaltata, all'interno di una fertile vallata, si può visitare il sito archeologico di "Santu Miali". In questa splendida cornice naturalistica, rimasta intatta per secoli, si trovano i monumenti archeologici riportati alla luce, che dimostrano una frequentazione antropica dal periodo romano fino al medioevo. Al primo periodo si riferisce una probabile villa rustica romana di notevoli dimensioni, ancora in corso di scavo. Al secondo, due suggestive chiese romaniche, di cui una con due absidi, dove è stato rinvenuto, in strato archeologico, un "tesoretto" di circa 3500 denari d'argento, e una vasta necropoli, della quale sono state scavate quindici sepolture, composte da murature a secco, messe in opera a filari e ancora in gran parte con lastre di copertura. L'area interessata è destinata a diventare parco culturale. 
La scelta degli itinerari è varia, tra questi sono da annoverare le aree fluviali e aree montuose. Infatti il territorio è ricco di fiumi, ruscelli e torrenti, fra questi il maggiore è il fiume Lerno che dà il nome anche a tutta la valle padrese: "Val di Lerno". Da qui possono avere inizio diversi percorsi, con risalite verso lo stesso fiume e i suoi affluenti. Le frazioni offrono la possibilità di percorsi naturalistici attraverso le vecchie strade carrareccie che le collegano fra di loro; i più interessanti sono quelli che collegano la frazione di Sozza con quella di Su Tirialzu; la frazione di Sos Runcos con quella di Cuzzola; da quest'ultima frazione ha inizio un sentiero che costeggia il Riu Mannu e ripercorre il cammino dei carbonai, per proseguire verso Monte Nieddu.

 

Da Padru, attraverso comode strade, si possono raggiungere suggestivi punti di interesse panoramico e naturalistico, tra boschi e sorgenti: le foreste demaniali di "Sa Pianedda" e "S'Ozzastreddu" a circa 800 metri di altezza sul livello del mare.

    

 

Di assoluto e particolare rilievo turistico-ambientale, è la strada panoramica che si interna in un ambiente di straordinario interesse naturalistico, tra fitti boschi di lecci, roverelle, sugherete, ginepri e tassi secolari dalle colossali dimensioni, attraverso la quale si raggiunge Monte Nieddu, è una delle parti più belle dell'intera zona. La sua favolosa terrazza, offre un vastissimo e impareggiabile panorama: si può ammirare lo splendido scenario della costa rivierasca, e godere, quando le giornate sono limpide, di una vista rara per vastità e spettacolarità, verso la Corsica ed i rilievi del Gennargentu, insieme all'affascinante panorama collinare, nel versante occidentale. Come gli altri percorsi naturalistici è meta preferita per chi ama passeggiare all'aria aperta a piedi, a cavallo, in mountain bike o con qualsiasi altro mezzo, e nel contempo trovare ristoro in spazzi attrezzati per spuntini e picnic, rinfrescati dall'acqua naturale delle sorgenti e delle fonti.

Acquile in volo nei pressi della cima "Punta Maggiore".    Varietà di fungo porcino nei pressi della sorgente "Sos Pantamos"
Quasi tutti i percorsi naturalistici nel territorio padrese si addentrano attraverso il regno dei cinghiali e dei rapaci come l'aquila reale ed i falchi, che ormai è raro incontrare. Nel periodo autunnale, dopo le prime piogge, i boschi offrono una generosa varietà di funghi, che attirano sempre di più numerosi appassionati di questo prelibato vegetale, molto utilizzato nella cucina locale.
La valorizzazione razionale dell'incomparabile scenario di Monte Nieddu e dei suoi percorsi naturalistici, archeologici e gastronomici, rappresenta per il neonato Comune di Padru, la risposta concreta e la garanzia per inserirsi a pieno titolo nel processo di sviluppo turistico della Gallura rivierasca.